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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.
Egregio Signor Sindaco,
siamo un gruppo di blogger che ha a cuore la causa del Comune di Chieti. Quando nel novembre dello scorso anno l'Amministrazione Comunale pubblicò sul Web il nuovo Portale/Sito Istituzionale del Comune di Chieti, diversi blogger, nei rispettivi Spazi Web, ne hanno criticato la forma e discusso le modalità con cui il Portale sarebbe potuto migliorare. Di seguito le elenchiamo i punti che sono emersi dalle conversazioni che hanno avuto luogo in Rete e in calce troverà il nome (e relativi link) di quanti hanno dato il loro contributo.
Ecco i nostri suggerimenti:
1. Sarebbe opportuno, soprattutto per questioni di immagine, acquistare un dominio ad hoc. La scelta di avere come indirizzo del Portale della Città di Chieti un poco più che anonimo
http://62.77.48.44/chieti/ sembra poco adeguata.
2. Le notizie sulle associazioni potrebbero essere ampliate raccogliendole anche per aree di appartenenza. Un metodo semplice potrebbe essere quello di coinvolgerle direttamente. In questo modo, oltre che arricchire di contenuti il Portale e non limitandosi a pubblicare link in uscita dallo stesso, si darebbe alle Associazioni (soprattutto quelle che non dispongono di uno spazio sul Web) una migliore visibilità.
3. In generale tutte le sezioni dedicate al Turismo andrebbero ampliate e la comunicazione dovrebbe essere fatta in modo più coinvolgente aggiungendo delle immagini e collaborando fattivamente con gli operatori perchè producano contenuti, descrizioni e informazioni utili.
4. Il miglioramento della Sezione dedicata al Turismo potrebbe essere guidato anche da una logica più ampia di Marketing Territoriale comunicando sul Web sinergie tra Comune e Operatori Economici eventualmente già presenti sul territorio finalizzate all'attrazione di investimenti. Funzionale a questo obiettivo sarebbe l'attivazione della versione in lingua inglese (utile anche in tedesco) del
Portale.
5. Relativamente alle versioni in lingua del Portale, sarebbe momentaneamente raccomandabile eliminare la bandierina Inglese che rimanda ad una inesistente traduzione delle pagine.
6. Nella sezione dedicata agli eventi e alle manifestazioni potrebbe essere utile pubblicare foto e anche filmati (con la contestuale creazione di un canale su YouTube che attrarrebbe visite verso il portale anche in modo indiretto). In ogni caso una prima e semplice azione correttiva potrebbe essere quella di ampliare le descrizioni già presenti pubblicando delle immagini.
7. La sezione Itinerari e Mappe non ha molto senso che sia un semplice elenco di link sia perchè non sono di alcuna utilità sia perchè, con i link ai servizi esterni, si costringe l'utenza all'uscita dal Portale con il potenziale e, se davvero attuato dall'utenza, deleterio effetto dell'abbandono definitivo. Le informazioni di questo tipo dovrebbero essere interamente contenute nel sito. Un servizio utile potrebbe essere quello di integrare il Servizio Google Maps al fine di geolocalizzare ogni angolo
di Chieti presentato nel Portale.
8. Potrebbe essere migliorata l'efficacia della sezione dedicata al Sindaco inserendo un form di contatto che non obblighi necessariamente l'utenza all'apertura di un client di posta. Per ragioni di accessibilità sarebbe comunque da tenere, come nell'attuale versione, in vista l'indirizzo email.
9. Nella sezione Servizi e altro potrebbe essere prevista la pubblicazione di schede descrittive che accompagnino i link di utilità pubblicati. Lasciare i link in una scarna lista potrebbe rendere la sezione totalmente inutile e, quindi, inutilizzata.
10. Oltre alla modulistica potrebbe essere molto utile (oltre che indicativo di un'azione totalmente trasparente dell'amministrazione anche dal punto di vista Web), rendere disponibile alla cittadinanza il piano regolatore, lo stato di lavorazione delle pratiche edilizie presentate, le ordinanze, le trascrizioni dei consigli comunali, i regolamenti comunali etc.
11. Al fine di fidelizzare l'utenza (locale e non) del Portale, sarebbe auspicabile rendere disponibile la
possibilità di commentare le news pubblicate.
12. Perchè aumenti l'utilità dei servizi forniti dal Portale potrebbe risultare preziosa la presenza di un Forum su cui discutere di temi importanti per la Città come risorsa interna al Portale stesso.
13. Interno al Portale sarebbe preziosa la presenza di uno spazio collaborativo (Wiki) con il quale avviare dei lavori di utilità culturale (si pensi alle Scuole): ad esempio raccogliere in modo agevole e immediatamente fruibile anche da altri utenti le informazioni riguardanti le tradizioni della Città, le usanze, i racconti.
14. I web standards non sono completamente validati. Sarebbe opportuno intervenire seguendo le linee guida che, per la legge Stanca, sono mandatorie per i Siti Istituzionali. Sarebbe necessario che venissero seguite le indicazioni rilasciate dai test delle pagine che è possibile fare online e a titolo gratuito; il tutto verso la risoluzione degli evidenti problemi di accessibilità attualmente esistenti. Si segnalano, a tal proposito,
http://jigsaw.w3.org/css-validator/, http://validator.w3.org/ e http://www.w3.org/WAI/.
Nel periodo di transizione sarebbe poi raccomandabile eliminare le dichiarazioni, ad oggi non veritiere, di accessibilità del Portale.
15. Complessivamente dovrebbe essere riguardata l'architettura delle informazioni in modo da rendere più usabile il Sito anche per utenti non avanzati che, molto probabilmente, rappresentano l'utenza potenziale più rilevante del Portale.
16. Dovrebbe essere meglio curata la presenza stessa sul Web del Portale ad esempio in termini di posizionamento sui Motori di Ricerca (questo aspetto non deve essere sottovalutatato soprattutto se si vuole considerare il Portale come veicolo di Promozione Turistica della città).
Ci auguriamo che Lei voglia seguire queste indicazioni al fine di rendere il Portale della Città di Chieti uno spazio migliore e più utile per tutti!
La ringraziamo per la disponibilità e rimaniamo fiduciosi in attesa che ci si adoperi nell'interesse di Chieti anche nel nome del Web.
Saluti
Marco - http://mdplab.blogspot.com
Massimo - http://www.pensierineccesso.it
Enore - http://www.zonex.it
Carlo - http://www.carloamoroso.it
teate.net - http://www.teate.net/
PrimaDaNoi.it - http://www.primadanoi.it/
Proposte per Chieti - http://chieti.blogspot.com
Come ogni anno, e dall'849, la più antica processione riaccende nei cuori dei cittadini i ricordi sognanti di un evento identitario. La popolazione tetide si stringe attorno alla "sua" Via Crucis, in un abbraccio che accomuna laici e cattolici, passato e presente.
Chieti Città Santa della Cristianità: per averne prontamente accolto il messaggio già alcuni anni dopo la crocifissione, per aver dato i natali ad un santo eremita, per avere l'altare della Cattedrale privilegiato per le preghiere. L'Ordine Regolare dei Teatini e delle Suore Teatine recano scolpite nel nome storia e tradizione. La proclamazione di Città Aperta nel 1944, al pari di Roma, fu opera dell'Arcivescovo Venturi e del Papato, i quali esaltarono il ruolo salvifico della Civitas Theatina.
Nello specifico, all'imbrunire del Venerdì fatidico, "esce" dalla scalinata del San Giustino una imponente teoria di uomini e simboli che impone sin subito alla collettività raccolta il "memento mori" del mistero celeste. Segue, quale venenum in cauda, il suono dolce e straziante dei violini, cullato dalla musicalità dei cantori: è il Miserere del teatino Saverio Selecchy, che dona alla rappresentazione orgoglio patrio sublimato, che unisce la grazia a la contrizione, aprendo lo sguardo a le miserie terrene.
L'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, nata per dare degna sepoltura ai cadaveri, ha oggi un ruolo fondamentale per i vivi, per tutti coloro che ricercano nell'oggi un messaggio di speranza per l'avvenire: una purificazione delle anime simboleggiata dalle lingue di fuoco sullo stemma della confraternita; così come sullo stesso è scritto: Levavi oculos meos in montes unde venit auxilium (Alzai gli occhi miei ai monti donde viene l'aiuto), riconoscendo la propria finitezza e facendo ammenda nell'umiltà.
Nel V millennio di esistenza del capoluogo maruco, la Regia Metropolis sorretta dal bastone della sua missione civilizzatrice, tenta affannosamente di riannodare i fili spezzati di un lungo racconto. I richiami di un'epoca contemporanea non sempre all'altezza delle nostre aspettative, impongono il recupero (sì, ma quando?) di una idea di sviluppo legata al territorio e alle sue vocazioni. Se durante il passaggio del corteo sacro riscopriamo un Centro Storico libero dai veicoli a motore, perché sprecare questa opportunità che ogni anno il Venerdì Santo ci ricorda? E' un periodo di grandi cambiamenti, ma non senza stelle polari, e il cammino ha comunque un sentiero, soprattutto in una realtà come Chieti, che cerca ancora la propria Irlanda.
Breve, guidata e semplice dimostrazione del fatto che nel capoluogo achilleo si coniassero monete dal IV sec. a.Ch.n.;
testo base è "Le Monete di Tiati" di Alberto D'Andrea; in questa sede parliamo dell'obolo con legenda MYITAIIT al dritto con testa di Apollo laureata, e al rovescio un bue androprosopon (= con testa di uomo) sormontato da un fascio di fulmini.
QUESTA MONETA E' DELLA CITTA' CHE OGGI CHIAMIAMO CHIETI.
(Non entriamo, invece, nella diatriba sull'assegnazione delle monete TIATI)
La scritta MYITAIIT è retrograda, cioè si legge da destra a sinistra: TIIATIYM.
La "Y" nella antica classicità si leggeva "U".
La doppia "I" si legge "E" in lingua maruca
TEATIUM dunque.
Tale termine, è innegabile, sembrerebbe un genitivo plurale etnico in funzione aggettivale: "dei Teati". Oppure direttamente riferibile a Teati come Teati(n)um
Comunque sia, ecco spiegato perchè l'aggettivo è TEATINO (e non TEATENO): ora sappiamo con certezza da dove arriva quella "i". Oltre, per il momento, non andiamo.
Potete leggere LA TABULA RAPINENSIS (fine III sec a.Ch.n.) grazie all'apposito link
LA LEGGE SACRA
Esempio: IOVIIS PATRIIS = IOVES PATRES = GIOVE PADRE
AISOS PACRIS TOTAI
MAROUCAI LIXS
ASIGNAS FERENTER
AVIATAS TOUTAI
MAROUCAE IOVES
PATRES OCRES TARINCRIS
IOVIAS AGINE
(…)
BABU ZOLEENIS FERET
REGEN DIOI CERIE IOVIA
PACRS FEITUA MAM
ATEN SUEM ALINAM
NITAT NIPIS PEDI SUAM
Questa la mia traduzione in italiano:
AI SACRI PADRI DEL POPOLO MARRUCINO
[QUESTA] LEGGE IMPONE REGOLE IMPERATIVE PER TUTTI
NEL DIES FESTUS DEL POPOLO MARRUCINO
OCRE TARINCRI PER GIOVE PADRE E IOVIA
(...)
BABU DEVE FARE SOLENNEMENTE [QUELLO CHE] GLI DEI [FANNO]
CON LA DEA CERIE IOVIA
COSI' COME IL PADRE FECONDA LA MADRE
[EGLI] LA COSPARGE DI NERO UNGUENTO
LA DISTENDE [E] COMPLETAMENTE LA CHIEDE SUA
Note:
1. sulle orme di A. La Regina, l'interpretazione di base è quella di una cerimonia di prostituzione sacra, molto diffusa in antichità.
2. BABU doveva essere con tutta probabilità un sacerdote (da cui, credo, il termine BABBO)
3. CERIE (CERERE) era la dea dell'agricoltura. 4) Ocre Tarincri era una cittadina.
Partecipiamo anche noi alla gara di etimo:
MARRUCINO deriva da
MARUCO
--SE ANDATE AL MUSEO DELLA CIVITELLA TROVERETE UNA SCRITTA TEATE MARVCINORVM (con una "r" sola in ricordo della vecchia pronuncia italica!)—
MARUCO potrebbe derivare dal vocabolo etrusco MARU, che significava "UOMO"; MARUCHI starebbe semplicemente per "esseri umani", "gente".
A SOSTEGNO DI RADICI ETRUSCHE:
il pozzo sacro dentro i Templi (munthu etrusco che divenne mundus in latino; la "t" si pronunciava "d", esattamente come facciamo oggi noi col dialetto)
In età pienamente e compiutamente romana i Marrucini vennero inseriti nella TRIBUS ARNENSIS (= TRIBU' DEL FIUME ARNO; le tribus erano collegi elettorali)
1) Ortona (CH) - Località Feudo
2) San Giovanni Teatino (CH)
3) Scerni (CH) - Localita' Cipressi
4) Bucchanico (CH)
5) Bomba (CH) - Localita' Monte Pallano
6) Filetto (CH)
7) Santa Maria Imbaro (CH)
8) Orsogna (CH) - Localita' San Basile
9) Miglianico (CH)
10) Castiglione Messer Marino (CH) - Localita' Fiume Treste
Questa è la lista delle località del Teatino in cui il permesso di perforazioni per ricerche ed estrazioni petrolifere è stato già accordato. Altri 12 permessi riguardano le altre province abruzzesi. Altre richieste sono in corso di approvazione (vedi contrada Gagliarda di Ortona) e altre arriveranno in seguito. Il documento completo è segnalato nel blog della Prof.ssa D'Orsogna. Sono indicate anche le ricerche e le estrazioni in mare. Di queste non so quante potranno riguardarci da vicino.
In Abruzzo risultano già accordati, tanto per cominciare:
10 permessi di ricerca per una superficie di 3239 kmq
2 permessi di stoccaggio per 101 kmq
6 concessioni di coltivazione per 491 kmq
Questo scempio ambientale che stanno preparando per tutto l'Abruzzo in Texas non lo vogliono più perché evidentemente neanche in quella terra di grandi spazi è tollerabile.
I residenti che hanno capito cosa sta succedendo non lo vogliono. Preferiscono tenersi le vigne, gli orti, le spiagge, i giardini.
Sono sorti comitati, sono state promosse conferenze e ricorsi giudiziari. Alcuni di loro sono andati a Viggiano in Basilicata e hanno visto quello che potrebbe succedere anche a noi. A loro non è piaciuto. Ieri il consiglio regionale è stato sospeso a causa della protesta arrivata fin dentro l'aula.
I medici non lo vogliono perché prevedono gravi danni per la salute.
88 dirigenti medici dell ASL Chieti-Ortona si sono espressi con una pubblica denuncia. Contro il progetto c'è anche l'autorità morale e scientifica del prof. Torlontano.
Gli imprenditori del turismo e dell'agroalimentare non lo vogliono perché le loro attività e i loro prodotti ne sarebbero distrutti.
Le cantine hanno detto No: Cantina Tollo; Olearia Vinicola Orsogna; Cantina Miglianico; Vini Citra; Cantina Sociale Sannitica; Cantine Dragani; La Castellina; Collefrisio S.r.l; Azienda Agriverde S.r.l.; Cantina Matteucci; Cantina Di Virgilio; Operatori turistici della zona; Copagri; Coldiretti; Confagricoltura; Confcooperative; Lega Confcooperative; Città del vino.
Gli scienziati non lo vogliono perché calcolano danni all'ambiente invisibili e irreversibili.
Il Mario Negri Sud ha presentato una relazione allarmante; scienziati di diversi settori hanno illustrato la loro contrarietà nel corso delle conferenze dello scorso gennaio.
I politici che hanno il senso della realtà non lo vogliono, non hanno intenzione di perderci la faccia.
L'assessore regionale Caramanico ha detto NO; D'Alfonso a Pescara ha detto NO, Angelucci a Francavilla ha detto No, insieme alle amministrazioni di Miglianico, Tollo, Crecchio, Giuliano Teatino, Orsogna e S. Giovanni Teatino a cui si sono uniti anche il Gen Pappalardo e l'on. Amedeo D'Addario. Ora anche Veltroni lancia lo slogan "rottamare il petrolio".
Gli economisti non lo vogliono. Tutta l'economia abruzzese ne sarebbe danneggiata.
Marcello De Cecco, docente alla Normale di Pisa ha espresso la sua contrarietà su Il Messaggero 22.2.08; Antonio Bianco; studi della Confesercenti.
Gli esponenti della cultura non lo vogliono
Dacia Maraini, Archeoclub d'Italia, Slow Food...
Forse non stiamo parlando di pochi esaltati ambientalisti. Questo insediamento petrolchimico lo vogliono solo in tre: Fratino, Di Martino e Del Turco. Il problema a questo punto si può risolvere facilmente con uno scambio: i tre amatori del petrolio potrebbero trasferirsi a Viggiano, a Gela o a Porto Marghera in casa di qualche famiglia in fuga da quei posti a cui potranno cedere i loro scomodi alloggi in questo Abruzzo che non vuole petrolizzarsi. Là potranno godersi in pace l'aria, l'acqua e il cibo che piace a loro, potranno compiacersi delle avanzate tecnologie, della perfetta sicurezza degli impianti e non dovranno più subire i fischi e le contestazioni dei cafoni abruzzesi con la coccia tosta che vogliono lasciare ai figli la stessa terra dei loro padri e nonni.
Domando preliminarmente "veniam" ai miei concittadini che dovessero sentirsi offesi da una difesa d'ufficio della Città di Chieti. Non è mia intenzione. Parliamo della riorganizzazione delle tre società ARPA, GTM e FAS SANGRITANA. Si tratta di accorpare le rispettive burocrazie in una soltanto (più società pubbliche minori saranno coinvolte, come Cerella, per esempio).
Di fatto si inglobano Gtm e Sangritana all'Arpa, per due motivi:
1) il carattere già regionale dell'ultima rispetto alla zonizzazione prevalente delle altre due;
2) il volume economico e di servizio dell'ultima è più del doppio della somma delle altre.
Dov'è il problema? Ebbene, l'Arpa ha sede principale in Chieti, e da queste parti ciò che è normale in Italia qui potrebbe non esserlo. Alcuni mesi orsono fu indetta una conferenza stampa per annunciare la nuova sede dell'azienda di Via Herio Asinio..., che fine ha fatto il progetto? Perchè non se ne parla più? Siccome nessuno lo chiede, ci permettiamo noi.
Il "mito" dell'Area metropolitana nasce nel 1978, con una indagine del Ministero dei Lavori Pubblici. Sono 11 le città (coi loro hinterland) interessate in quel tempo: Catania, Palermo, Napoli, Bari, Roma, Firenze, Milano, Venezia, Torino, Genova, Bologna. Particolare curioso: in queste aree si sono costituite 2 nuove Province...(Prato e Monza), altro che integrazione! La storia sa essere beffarda.
In Abruzzo l'argomento viene ripreso, stravolto e riformulato negli anni Ottanta, in numerosi scritti e convegni; arriviamo così al 1991, coll'edizione del volume "Teate Antiqva", dove l'Area metropolitana assume un ruolo "salvifico", intrinsecamente "di progresso", senza controindicazione alcuna. Si abbandona così il terreno della discussione scientifica (politica, sociale, economica) e si entra nell'ideologia. Se proviamo ad elencare i DANNI ECONOMICI dell'integrazione Ch-Pe molti occhi si chiudono, molti sguardi si torcono, si ottiene spesso l'effetto contrario.
La critica è INTEGRALMENTE rivolta ai cittadini tetidi, e non ai fratelli pescaresi, i quali sanno valorizzare e amare la loro realtà (e fanno bene). Il ventre molle è citeriore all'Aterno.
Alludo al nuovo PSR. I 4/5 del bilancio della Regione Abruzzi se ne vanno in salute: questo è assolutamente INSOSTENIBILE, nonchè INCIVILE, così come sono INUTILI gli ospedali dei piccoli centri che fanno le stesse cose a pochi km di distanza. Più importanza verrà data ai distretti, la c.d. "medicina sul territorio": bene.
Ma noi parliamo di Chieti. E prima ancora formulerò una profezia (chiamatemi Nostradamus): NESSUNO, ripeto nessuno, parlerà di area metropolitana (ma non scrivo ora il cur). Ortona e Guardiagrele dovrebbero divenire sezioni staccate del SS.Annunziata, soluzione razionale ed efficiente che consentirebbe all'intero circondario teatino di poter continuare ad usufruire di tre strutture. Bene.
Chieti diventerà Azienda Ospedaliero-Universitaria, non per favoritismo..., ma in base ad una legge statale che la prevede per la compresenza di una facoltà di Medicina. Non elenco i prestigiosi istituti di ricerca che insistono in Marrucina..
Le Asl dovrebbero diventare 4; ma c'è già chi (ass. Frentania Provincia...) chiede che la sede non sia nel capoluogo, ma nella terza città citeriore, argomentando della non sommabilità di essere Az. Ospedaliera e sede Asl provinciale: in pratica Chieti dovrebbe essere sede solo di se stessa!
Ciò che è normale in Italia non lo è per Teate (vedi Ato rifiuti).
P.S.: so benissimo che molti concittadini diranno che "non è questo il problema", oppure mugugneranno "ma questo è solo campanilismo"..., ma tant'è..., a Chieti ci sono nato.
Iustitiam colimus.
Scrivevo già, il 28 febbraio del 2005, dell’esigenza di portare una facoltà universitaria al S.Camillo (su chieti.splinder.com); il tutto nell’ambito di riorganizzazione del vasto patrimonio architettonico cittadino (vi è ora un’apposita commissione consiliare a Palazzo d’Achille). L’ormai ex ospedale sanatoriale, a mio giudizio, e per fortuna non solo mio, rappresenta sede appropriata e di prestigio per l’Università d’Annunzio, la quale non può e non deve ignorare le esigenze del territorio di riferimento. Qui non si tratta di “spacchettare” il campus, (lungi da noi tutti tale nefasta intenzione), tutt’altro! il futuro è nelle migliori soluzioni possibili, le più razionali e tagliate su misura per il tessuto antropico. Il San Camillo è un’oasi ad hoc per lo studio, una cittadella che ben si presta sia per gli spazi che per la vicinanza col Centro Storico. Potrebbe anche essere l’occasione per un ripensamento, non più procrastinabile, dell’intero trasporto pubblico de La Panoramica: attualmente indietro di 20 anni. Il problema parcheggi mi sembra superabile sia di fatto oltre che consentendo agevoli accessi pedonali (anche attraverso la progettazione di una scala mobile). Inoltre, volendo peccare di eccessiva programmazione, già vedo un’espansione di quello che diventerebbe un fantastico campus universitario urbano: parlo del Convento delle Clarisse in località Tre Pini; discutendo con la Curia Arcivescovile si potrebbe arrivare ad un accordo di cessione, cosicché l’aggancio definitivo colla città sarebbe insolubile. Dunque, manna dal cielo è l’università anche a Chieti Alta (e non per forza in Centro Storico…), mentre per il S.
"E' impossibile che la parola umana valga a dipingere l'ingresso trionfale di Vittorio Emanuele in Chieti
Egli, preceduto da quel fremito di entusiasmo, che mette la convulsione negli animi, giungeva in questa città alle 5 pomeridiane (18 ottobre 1860).
La Guardia Nazionale, schierata in due file, lo attendeva fuori Porta S.Anna (Piazza Garibaldi). Il Re entrava a cavallo.
A Piazza Grande la diffusa moltitudine pareva un mare in tempesta. Egli accolse le Deputazioni dei diversi municipi di questa e di altre provincie; accolse la Magistratura, il Clero con l'Arcivescovo alla testa, gli Ufficiali e tutte le Autorità amministrative e giudiziarie.
Intanto le sontuose luminarie, gli innumerevoli aerostati, i fuochi pirotecnici nei viali di S.Andrea (V.le IV Novembre) e centinaia di giovani, che percorrevano le strade con torce accese, aumentavano il brio e la gaiezza di questa città, la quale è stata la prima (il primo capoluogo regionale) dell'Italia meridionale (del Regno di Napoli) ad essere onorata della presenza di quel grande, che oggi rappresenta l'idea meravigliosa, che fu il sogno di tanti secoli e il martirio di tanti uomini."
Gianvincenzo Pellicciotti, teatino. Estratti dell'articolo pubblicato su "L'Omnibus" del 27 ottobre 1860.